IL CONSUMO DI OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA RIDUCE IL RISCHIO DI DIABETE DI TIPO 2 NELLE DONNE.

24-09-2015

L’olio di oliva contiene, oltre all’acido oleico (monoinsaturo), anche molecole antiossidanti (specie nella versione extravergine), alle quali oggi si attribuisce gran parte delle proprietà preventive dell’extravergine sul rischio cardiovascolare e metabolico. Le evidenze sono relativamente chiare nelle popolazioni europee, soprattutto dell’area mediterranea, mentre i dati relativi alla popolazione statunitense sono meno numerosi. Il Nurses’ Health Study, condotto negli Stati Uniti coinvolgendo 116.671 infermiere di età compresa tra 37 e 65 anni, seguite per 22 anni, ha valutato anche l’assunzione quotidiana di olio di oliva, correlandolo con il rischio di sviluppo di diabete di tipo 2. È emerso che, tra le donne che assumevano uno o più cucchiai di olio di oliva al giorno (almeno 8 g/die), al posto di margarine, burro o maionese, il rischio di diabete di tipo 2 risultava significativamente ridotto (-10% circa, in analisi multivariata). L’effetto protettivo si osservava sia valutando l’effetto dell’olio di oliva utilizzato per condire l’insalata e sia considerando quello utilizzato per preparare i cibi, o consumato con il pane: dimostrando che l’olio non è semplicemente il marcatore di un adeguato apporto di vegetali crudi, ma svolgerebbe un reale effetto protettivo. Lo studio non ha tuttavia valutato separatamente l’effetto dei vari oli di oliva (normale, vergine o extravergine): sono quindi necessari ulteriori indagini al proposito.

 

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26156740

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