31-07-2016
Uno studio dell’UCLA ha indicato che la chemioterapia può cambiare il flusso ematico e il metabolismo cerebrale in modi che possono durare per 10 anni o più dopo il trattamento. Ciò ha potuto contribuire a spiegare lo stato confusionale, a volte chiamato “cervello da chemio”, segnalato da molti pazienti in chemioterapia. La tomografia ad emissione di positroni (PET) è stata usata per analizzare il cervello di 21 donne che avevano subito un intervento chirurgico per cancro mammario da 5 a 10 anni prima. Sedici erano state trattate con cicli di chemioterapia. Inoltre sono stati analizzati tredici soggetti di controllo, che non hanno avuto mai cancro mammario o chemioterapia. Le valutazioni sono state fatte mentre le donne facevano esercizi di memoria a breve termine e mentre si stavano riposando. Le esplorazioni hanno indicato un salto rapido di attività nella corteccia frontale e nel cervelletto dei pazienti sottoposti a chemioterapia durante le prove di memoria, indicando un’attività più impegnativa rispetto ai pazienti di controllo per ricordare le stesse informazioni. Lo studio inoltre ha rivelato che le donne che hanno subìto la terapia ormonale in aggiunta alla chemioterapia hanno mostrato cambiamenti nei gangli della base, una parte del cervello necessaria a collegare il pensiero con l’azione.
COMMENTO
Il cancro è attualmente una delle cause principali di morte. Un rapporto pubblicato dall’American Cancer Society alcuni anni fa indicava che a 156 americani ogni ora veniva diagnosticato il cancro, ora probabilmente è salito ormai a 175 all’ora. In un altro rapporto, hanno valutato che 1.500 americani muoiono di cancro ogni giorno. Ora nessuno di noi desidererebbe combattere contro il cancro, ma la chemioterapia è raramente l’opzione migliore poiché semplicemente non elimina la causa e, questo studio lo dimostra, può dare gravi disturbi per più di una decade.
I motivi per l’aumento impressionante dei casi di cancro sono molti e vari. Molti studi su umani hanno trovato un collegamento fra l’esposizione fetale agli agenti inquinanti ambientali e il cancro nei bambini e in adulti giovani. Quelli che vivono vicino alle linee elettriche hanno un rischio aumentato di sviluppare la leucemia. La TAC e i raggi X tradizionali, emettono radiazioni potenzialmente pericolose e possono essere un’altra causa. Ma le cause principali sono chiaramente da attribuire alla dieta e allo stile di vita. Sono convinto che con alcuni cambiamenti semplici è possibile ridurre profondamente il rischio di cancro ed evitare i farmaci antitumorali, scandalosamente costosi, che probabilmente sono più dannosi che altro.
http://usatoday30.usatoday.com/news/health/2006-10-05-chemo-fog_x.htm