DANNI ALLA SALUTE CAUSATI DAGLI ESTROGENI E ANTIANDROGENI.

12-01-2017

Uno dei peggiori effetti collaterali di molte sostanze chimiche artificiali che inquinano l'ambiente (oltre 5.000, stando ad alcune stime) interessa le gonadi maschili. Alcune tossine agiscono infatti su due fronti: bloccano i recettori degli androgeni impedendo al testosterone di legarsi con le cellule bersaglio in maniera da attivare gli opportuni sistemi enzimatici e fungono da estrogeni, contrastando così gli effetti del testosterone. Su numerose specie animali l'inquinamento ha avuto effetti talmente deleteri da provocare l'estinzione. Il vinclozolin, per esempio, è un fungicida molto diffuso che blocca l'attività degli ormoni androgeni legandosi ai relativi recettori e inibendo così lo sviluppo dei caratteri sessuali maschili. Nei roditori maschi esposti a sostanze inquinanti antiandrogeni in età prenatale i testicoli non scendono, il pene è deforme e si osserva addirittura la comparsa di un abbozzo di vagina. Come prevedibile, raggiunta l'età adulta questi animali risultano sterili. Un altro esempio è il DDE (diclorodifenildicloroetano), un derivato del DDT. Bastano circa 60 parti per miliardo di DDE per bloccare i recettori degli androgeni. Che implicazioni ha tutto questo sulla salute umana? Il sangue dei sudamericani le cui case sono state trattate con il DDT per debellare la malaria contiene fino a 140 parti per miliardo di DDE. I tessuti dei bambini nati morti ad Atlanta poco prima che il DDT fosse vietato negli Stati Uniti contenevano fino a 650 parti per miliardo di DDE nel cervello e 3.570 nei reni. Sebbene negli Stati Uniti il DDT sia vietato da oltre trent'anni, in molte parti del mondo è ancora in uso. In Brasile e in Messico, per esempio, il consumo supera le 1.000 tonnellate annue, più di quanto ne sia mai stato usato in altre parti del mondo. Purtroppo DDT e DDE non si fermano alla frontiera e si diffondono ovunque, portati dagli animali, dal vento e dai corsi d'acqua.
Gli ftalati, impiegati soprattutto come plastificanti, sono le sostanze inquinanti industriali più diffuse. Alcuni di essi hanno azione estrogenica e due in particolare, il butilbenzilftalato (BBP) e il di-n-butil fitato (DBP) alterano la funzionalità delle gonadi maschili e stimolano la crescita delle cellule mammarie, il che potrebbe influire sullo sviluppo dei tumori della mammella. Secondo alcuni studi condotti nel Regno Unito, ognuno di noi assume in media 0,5 mg di DBP per ogni chilo di alimenti confezionati nella plastica. Nei grassi come burro e margarina i valori di BBP raggiungono i 45 mg per chilo, assorbito dagli involucri. Un'altra sostanza estrogenica molto comune è il BHA, un additivo alimentare con funzioni di conservante. Anche altre sostanze provocano problemi. I residui di diossina che si trovano nel grasso di pesci, carni e latticini, per esempio, riducono il testosterone negli uomini. L'esposizione al piombo riduce il numero degli spermatozoi e inibisce la sintesi del testosterone. La ricerca non ha ancora determinato a quale livello di esposizione le varie sostanze tossiche cominciano ad avere effetti clinici sull'uomo; tuttavia, se consideriamo che il 15% delle coppie ha problemi di infertilità e che nel 30-50% dei casi la causa è l'uomo, appare evidente che conviene evitarli il più possibile.

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