COME LA VITAMINA D PUO' AIUTARE A COMBATTERE LA SCLEROSI MULTIPLA.

08-12-2014

Ancora novità nella ricerca di una cura e trattamento della sclerosi multipla (SM), o sclerosi a placche, la malattia degenerativa che colpisce il sistema nervoso centrale e affligge circa 68mila persone soltanto in Italia. Quello che hanno scoperto i ricercatori della Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora (Usa) è che la vitamina D può giocare un ruolo di primo piano nel combattere la malattia, bloccando la migrazione al cervello da parte delle cellule immunitarie distruttive. Lo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) è stato condotto su modello animale dalla dott.ssa Anne R. Gocke e colleghi della Johns Hopkins che hanno potuto osservare come, nei topi affetti da una forma di SM, la vitamina D pare bloccare le cellule immunitarie che causano danni con la loro migrazione al sistema nervoso centrale. Questo processo attuato dalla vitamina D potrebbe spiegare il perché proprio questa vitamina può prevenire o alleviare i sintomi della malattia.
Gli scienziati, per questo studio, sono partiti dalla constatazione che la sclerosi multipla è per la maggioranza prevalente nelle regioni del mondo più lontane dall’equatore, dove c’è meno Sole che, come sappiamo, è la principale fonte naturale di vitamina D. «Con questa ricerca – spiega la dott.ssa Gocke, professore di neurologia e principale autore dello studio – abbiamo scoperto che la vitamina D funziona non alterando la funzione delle cellule immunitarie dannose, ma impedendo il loro cammino verso il cervello». I test condotti in laboratorio hanno mostrato che nei topi a cui era stata data una elevata dose di vitamina D non si sono sviluppati i sintomi della malattia. In più, nonostante nel sangue dei modelli siano state trovate cellule T in grandi quantità, ve ne erano poche sia nel cervello che nel midollo spinale.
La vitamina D agisce sul comportamento delle cellule rallentando il processo di produzione di una sostanza appiccicosa che permette alle cellule T di aggrapparsi alle pareti dei vasi sanguigni, tuttavia le cellule T rimangono in circolazione anche se è impedito a esse di migrare al cervello. Un effetto che si è inoltre osservato è la fugacità immunosoppressiva, ossia una volta che si sospende il trattamento con la vitamina D possono ripresentarsi i sintomi poiché non vi è più il supporto dell’azione della vitamina. Per questo motivo, per poterla trattare è importante non far mai mancare la vitamina D all’organismo. Al contrario, se si vuole far sì che il sistema immunitario sia più attivo, basta limitare l’apporto di vitamina D.

 

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=PNAS+Gocke

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3876241/

 

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